Tassazione Conti Deposito: Stop alla Discriminazione su Imposta di Bollo

Discriminazione tassazione tra conti deposito, libretti di risparmio e conti correnti

Stop alla disparità di tassazione tra conti deposito e libretti di risparmio (e conti correnti). E’ questo quanto richiesto dall’Antitrust nell’esercizio della proprio potere di segnalazione consultiva, così come emerge dal Bollettino n. 18 del 2012, al titolo “Introduzione di una differente forma di tassazione per i c.d. conti deposito, i libretti di risparmio e i conti correnti”.

Come noto la Legge del 26 Aprile 2012 ha introdotto all’art. 44 una nuova imposta di bollo relativa ai conti deposito recependo, con modifiche, quanto disposto dall’art. 8, comma 13 del Decreto Legge n.16 del 2 Marzo 2012. Chi apre un conto deposito va quindi incontro al pagamento di un’imposta di bollo proporzionale all’ammontare del capitale investito e pari all’1 per mille annuo per il 2012, con un minimo di 34,20 €, che diventerà dell’1,5 per mille per il 2013, oltretutto senza prevedere una no tax area come avviene per conti correnti e libretti di risparmio, esentati dal pagamento dell’imposta di bollo per depositi inferiori a 5.000 €.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in questo modo viene introdotta una discriminazione per forme di risparmio uguali, essendo assoggettate allo stesso regime fiscale del 20%, con i conti deposito assimilati ai prodotti finanziari e tassati quindi in modo più oneroso, dal momento che su libretti di deposito e conti correnti non sono previste tasse se i depositi risultano essere inferiori a 5.000 € e, oltre tale soglia, l’imposta è fissa (34,20 € per libretti e conti correnti, 100 € per i soli conti correnti non intestati a persone fisiche) e non dipendente dall’ammontare delle giacenze.
L’Antitrust mette quindi in evidenza come queste differenziazioni siano destinare a produrre distorsioni alla concorrenza, dal momento che i conti di deposito risulterebbero danneggiati in modo evidente. L’Authority sottolinea anche come libretti di risparmio e conti deposito presentino la stessa funzione giuridica e finalità economica, con l’unica differenziazione rintracciabile nel “supporto cartaceo nel quale vengono effettuate le annotazioni dei movimenti”.

Questi provvedimenti legislativi, di fatto, frenano lo sviluppo dei conti deposito, ritenuti dalla stessa Antitrust uno “strumento di risparmio innovativo e competitivo”, dal momento che “promuove la mobilità della clientela e quella dei depositi essendo un prodotto spesso offerto on-line, con un investimento minimo, a costo zero e con tassi di rendimento più elevati rispetto ai libretti di risparmio e ai depositi in conto corrente.
Ma l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel Bollettino n. 18 del 2012 va anche oltre, definendo il conto deposito online uno strumento che ” favorisce l’avvicinamento del consumatore bancario italiano al canale internet che, come è noto, risulta spesso più conveniente ma ancora non sufficientemente diffuso. Ciò contribuisce ad implementare l’educazione finanziaria e incentiva il confronto degli strumenti bancari favorendo la scelta del miglior prodotto e l’assetto concorrenziale del mercato”.

Per tutte queste motivazioni l’Antitrust ha quindi posto all’attenzione delle Camere e del Presidente del Consiglio, Mario Monti (uno che di concorrenza se ne intende, essendo stato commissario europeo per la concorrenza per 5 anni, dal 1999 al 2004, ndr), l’auspicio dell’eliminazione della discriminazione fiscale attuale tra libretti di risparmio e conti correnti da una parte e conti deposito dall’altra, proponendo l’introduzione di un regime fiscale uniforme, al fine di garantire comunque la tassazione sulle rendite di importo elevato e, contemporaneamente, la riduzione della discriminazione in atto.

Al di là degli auspici dell’Antitrust, esistono già adesso dei conti deposito on-line che di fatto non prevedono il pagamento dell’imposta di bollo, non tanto perché si tratta di prodotti di risparmio “privilegiati”, quanto semplicemente perché è la banca che li offre che si fa carico del pagamento dell’imposta di bollo relativa. Fra i più noti ricordiamo il conto Rendimax di Banca Ifis, Conto Arancio di ING Direct, ContoDeposito YouBnaking.it o InMediolanum Conto Deposito di Banca Mediolanum, solo per citarne alcuni.
Del problema dei bolli sui conti deposito noi di ContiCorrenti.org ci siamo già occupati tempo fa, segnalando i conti esenti dal pagamento.


Per avere un quadro più completo dei vincoli sulle giacenze offerti dalla banche che operano in Italia potete consultare l’apposita sezione dedicata al confronto dei conti di deposito qui.
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